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Carlà et moi

Torno a postare dopo un anno di assenza, per ragioni personali di tempo e di voglia.
Ciò che mi spinge è la nuova grandiosa divaricazione tra gli accadimenti del mondo e quelli del nostro Paese: gli Stati Uniti hanno un presidente nuovo, in tutti i sensi, e noi abbiamo un presidente del consiglio vecchio, in tutti i sensi.
Il vecchio si permette di trattare il nuovo con degnazione, e addirittura di sfottere, mentre la solita compagnia di giro dei suoi buffoni di corte (tranne il povero Gasparri, al quale stavolta hanno dato il foglietto sbagliato) canta contemporaneamente osanna a due posizioni del tutto antitetiche.
Viva Berlusconi, che vuole diminuire le tasse ai ricchi, e viva Obama, che vuole diminuirle ai poveri.
Viva Berlusconi, che vuole rinviare gli interventi sull'ambiente, e viva Obama, che vuole investirci 150 miliardi di dollari.
Viva Berlusconi, che vuole contrarre la sanità e l'istruzione pubblica in favore del privato, e viva Obama, che vuol creare un sistema sanitario nazionale che curi chi ne ha bisogno.
Con tutto ciò, non posso essere d'accordo con madame Sarkozy: io sono orgogliosissimo di essere italiano, e non vorrei essere nient'altro. 
Mi farebbe molto piacere, però, che non lo fosse Berlusconi.

Pubblicato il 10/11/2008 alle 11.20 nella rubrica Diario.

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